Introduzione al linguaggio C

In questa introduzione al linguaggio c metto in risalto cenni storici, personaggi e punti di riferimento di questo linguaggio di programmazione; sono molti a pensare che ha cambiato il mondo dell’informatica, contribuendo in modo univoco allo slancio tecnologico del mondo moderno. 

Il linguaggio C

Il linguaggio c di Dennis Ritchie sviluppato nei laboratori della Bell tra il (1972/73) su “DEC PDP-11”; sigla che sta per (Digital Equipment Corporation Programmed Data Processor model 11) con architettura a 16 byte; qui Ritchie fece girare il primo programma scritto in linguaggio c. L’ impronta del c deriva da un processo di sviluppo del linguaggio BCPL di Martin Richards che influenzò la scrittura del linguaggio B di Ken Thomson.

Introduzione al linguaggio C
Introduzione al linguaggio C

Gli arbori

Agli arbori degli anni 70 il linguaggio C inizia il suo percorso verso il successo! Essendo un linguaggio di tipo procedurale, riesce ad integrare caratteristiche dei linguaggi di basso livello, come l’ assembly; questa affinità a mio avviso rende il C la via di mezzo tra i linguaggi di basso e quelli di alto livello dove un complemento totale viene fornito invece dal c++.

Struttura del linguaggio c

Il C possiamo spingerci a dire che e un linguaggio strutturato a blocchi; anche se si distingue dal fatto che:

Introduzione al linguaggio C
I creatori del linguaggio c: Ken Thomson e Dennis Ritche.

Introduzione al linguaggio C

Il linguaggio C, blasonato per la sua potenza si è imposto come linguaggio di riferimento per la realizzazione di software di sistema su scala globale; un classico esempio giusto per intenderci: il sistema operativo Unix e i suoi derivati; questo linguaggio mostra tutto il suo valore in quei programmi che richiedono prestazioni elevate in termini di risposta. A differenza del linguaggio Java dove l’ hardware nel tempo e stato adattato, migliorato e potenziato per sfruttare i vantaggi della Java Virtual Machine. Questo modo di venire in contro al Java anche involontariamente da parte dei produttori di device, sempre più potenti grazie alla portabilità di Java ha appianato le lacune del linguaggio. In particolare per quanto riguardava i tempi di risposta di applicativi in Java; il linguaggio C e C++ si comportano esattamente in modo opposto, ovvio che non e tutto oro quello che luccica.

La standard ANSI ISO

La standardizzazione del linguaggio c in prima istanza dell’ANSI (American National Standards) ed in seguito dell’ISO (International Organization for Standardization); tracciano un modello comune dei programmi scritti in codice “C standard” (ANSI C). Oltre che per il software di sistema il C è stato sin da subito ed ancora oggi un linguaggio dominante; ad esempio programmi che richiedono determinate prestazioni in modo da sfruttare a pieno la potenza del processore. Esempi tipici sono il controllo dei processi di calcolo, le telecomunicazioni e i giochi 3D in C++.

Riflessioni sul linguaggio c

Possiamo affermare che Java oggi la fa da padrone in molti sbocchi grazie alla sua flessibilità e portabilità del suo codice; però si consideri che ancora oggi non possiamo affermare ad esempio che Java ci potrebbe garantire le stesse prestazioni di un gioco in 3D sviluppato in C++. Il predominio del C in molti contesti è in parte diminuito a seguito dei nuovi linguaggi orientati ad oggetti; un esempio, il linguaggio C++ che comunque è un estensione del C. Potremmo affermare che Java, vuoi anche per analogie di sintassi e figlio di questi due.

Considerazioni

Il linguaggio c oggi è meno attraente rispetto ad altri linguaggi di programmazione moderni orientati ad oggetti essendo di tipo procedurale; tuttavia le forti relazioni con la sintassi di (C++ e Java) fanno si che continui ad avere una notevole importanza didattica; non è un linguaggio particolarmente intuitivo ma di sicuro aiuta nel passaggio al “c ++”, quindi va da se che imparare il linguaggio C si è poi agevolati anche con il linguaggio C++ e Java.

Conclusioni

In questa “introduzione al linguaggio c” non abbiamo lasciato niente al caso! questo ci consente di avere una marcia in più anche nel scegliere i percorsi formativi a noi più consoni. Sembra logico che i programmatori trovano più motivazioni nei linguaggi moderni con la prospettiva all’inserimento lavorativo.

Articolo del 7 Feb, 2018 di Romano Carmine, categoria » Informatica

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